sabato 31 marzo 2012

Contatti

Ho scritto a Ratliff per scusarmi. Non avevo il diritto di trattarlo in quel modo. È vero, non ha dimostrato particolare tatto, ma io dal mio canto sono stata decisamente scortese e sgradevole. D'altra parte avevo iniziato io quella conversazione, e lui non era tenuto a sapere come mi sentissi, del resto. Chi non conosceva Doc potrebbe benissimo pensare che si potesse avere un contatto stretto con lui e viverlo come un normale rapporto di lavoro. È morto il mio capo, non un mio parente.
E invece no, per me è come se fosse morto mio padre. Papà, che non sento da mesi ormai, mi chiedo cosa sia successo, perché non ha risposto alla mia ultima lettera. Devo scrivergli appena possibile.
Comunque sì, un padre. Perché era burbero, a volte, anche aggressivo, ma solo con chi riteneva che danneggiasse lui o le persone che aveva a cuore. Aveva sempre un sorriso, un consiglio, una parola di aiuto per tutti. Non doveva morire ora, Doc.
Ma ecco che di nuovo mi metto al posto di Nostro Signore. Quanto egoismo, eh? Perché non valutare che invece Dio abbia ritenuto che aveva già faticato e sofferto abbastanza? Che fosse ora per lui di riposare e godersi i frutti di tutto l'amore che aveva speso in questa vita?
Solo che mi manca, ed è difficile per me portare avanti tutto, decidere per tutti, e senza avere nemmeno il suo sostegno.
E insomma ecco, tutto questo non è detto che gli altri lo sappiano, o meglio non lo sanno sicuramente e difficilmente potrebbero comprenderlo, se non hanno conosciuto Doc.

Viktor mi ha cercata. O meglio, intendeva farlo, ma l'ho trovato prima io, mentre arrivava al ranch, ieri sera. Ha deciso, lavorerà per i Falcons. Solo, mi chiedo... Saprò essere il suo Capitano? So esserlo per Silas, Marcus, Hiraku, Leam... in qualche modo so esserlo. Perché non so se potrò esserlo per lui?
È che davvero, il suo modo di comunicare, fatto solo di sguardi e di gesti, mi scava dentro. Mi sento priva di difese, torno bambina, e inizio a comunicare nello stesso modo, usando la voce il minimo indispensabile. E quando si parla così, con gli occhi... è tutto diverso. È l'anima a parlare, e l'anima ha tempi, modi e valori propri, e non ha interesse nelle cose pratiche e materiali, che DEVONO essere la principale attenzione per un Capitano. Per questo mi sento strana. E per questo non so valutare Viktor in modo obiettivo. Quello che vedo di lui è che ha sofferto molto, che è pronto ad aiutarmi, e che di lui mi posso fidare. Ma tutto il resto? La sua capacità effettiva a rendersi utile, a imbracciare un'arma, a sostenere lo stress di un lavoro duro, a volte pericoloso, ad essere propositivo e impegnarsi? Tutte queste cose non le so valutare. Per questo l'ho indirizzato a Silas e Marcus. Sono certa che loro saranno più obiettivi, sapranno guardare oltre quegli occhi buoni e attenti, quei gesti buffi o decisi, insomma, sapranno vedere se è in grado davvero di lavorare con noi.

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