sabato 24 marzo 2012

The 3 Rs

 No, non reading, writing, and arithmetic ma Ranch, Ritter e Ryder.

La festa è finita. Finalmente, mi viene da aggiungere. Anche se mi è piaciuta, mi è piaciuta davvero! Ma certo mi sarebbe piaciuta di più se avessi potuto godermela con gli amici, con la famiglia, come hanno fatto tante e tante persone. Eppure ecco, già questo pensiero mi rende più felice. Ho contribuito a far star bene tante persone, almeno per qualche giorno.
Molti degli Oak Towners sono mancati, gli ultimi due giorni. L'ho notato. Ormai dopo qualche mese di vista conosco quasi tutti. Era inevitabile, dopo tutti i morti che ha fatto l'attacco al Fulham Ranch. In molti avranno perso chi un amico, chi un parente, chi un conoscente, chi il fidanzato o la fidanzata, il marito... Ovvio che non fossero alla festa. Forse avremmo dovuto sospenderla almeno per un giorno.
Ma d'altra parte la vita deve continuare, non si può spegnerla davanti a questi fatti, significherebbe dargli l'onore della nostra totale attenzione. Farli diventare preponderanti, sul resto della nostra vita.
È orribile come ancora tanta gente si ostini a pensare in termini di vendetta, quando parla di giustizia.

Avevo aperto il cortex pad pensando di scrivere di Ritter, invece ho scritto tutt'altro, mi capita sempre così.

Ritter. Ho parlato un po' con lui, quando è venuto a prendere il cavallo. Mi ha fatto pena. È brutto dirlo così, ma in effetti è quello che ho provato. Vederlo combattere con sé stesso per ostentare indifferenza al mondo. Vederlo cedere poco a poco, mentre quello che ha dentro, e che gli fa male, tentava di uscire.
Ama Eir, ma è in qualche modo convinto che starebbe meglio senza di lui. Spero non farà l'errore di decidere per entrambi, gliel'ho anche detto. Dovrebbe prendere le proprie decisioni, essere leale, e lasciare che Eir decida per sé. Altrimenti continueranno a farsi del male, lui anche a sé stesso. Del resto ammette di farlo, lo fa quasi deliberatamente. Persino il fumare, gesto per molti banale, semplice passatempo o un modo di impegnare le mani e sospendere i pensieri, per lui è un modo come un altro di farsi del male. Non sono ancora riuscita a capire perché si odia, però. Perché davvero può essere solo questa la spiegazione. Ritter non solo non ama sé stesso, ma in qualche modo si detesta.
Vorrei parlarci ancora, ma non so. A volte divento davvero invadente. Lo so, ma non posso farci niente. Se ho davanti a me qualcuno che soffoca sé stesso sento la necessità di fare qualcosa, di liberarlo. O almeno di provarci, per quanto posso.
E a volte questo può essere davvero molto pesante e fastidioso. Eppure... non so, sento che è giusto così.

Ho anche fatto una chiacchierata con Ryder, l'altra sera. Forse era la stanchezza, ma parlare con lui mi ha riportato a mesi fa, quando ero su Hall Point e...
Ora mi sento un po' in colpa, ma in quei momenti sentivo una nostalgia così forte, che ho quasi desiderato di tornare indietro. Eppure anche allora c'era qualcosa che non andava, quel sentirmi inadeguata... Però... Uff, sto usando troppi puntini di sospensione questa sera. È che non è facile. Ci sono cose che mi è difficile scrivere. Forse perché mi è difficile accettarle. O meglio, perché non devo accettarle affatto.
Rivedere Abel mi farà bene. Sì, sicuramente. Se solo sapessi dove si trova ora o come sta.

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