lunedì 26 marzo 2012

And yet another casualty, an actual one, this time.

È stato Gibbs, alla fine. Non c'entra niente Hall Point, come avevo creduto in principio. Eleazar che non rispondeva, poi Ratliff con quel tono... Dio come ho odiato quel tono. Premuroso e al tempo stesso asettico e distante. Falso. Non so se fosse falso nelle intenzioni, ma lo era nel ruolo che doveva svolgere. È orribile quando le Persone devono sottostare a un Ruolo, un qualcosa di impalpabile, di inesistente, a cui devono sacrificare anche la propria umanità. O forse qualcuno ci è semplicemente portato, e non gli costa nulla.

E poi... sapevo che andava lì per discutere con Donna dei capi rubati e ricettati su Hall Point. E conoscendo Doc sapevo che non sarebbe stato tenero, e conoscendo la Winter sapevo che non le sarebbe piaciuto. E quella donna è pericolosa. Molto pericolosa.

Insomma, quando sono arrivata lì oggi ero praticamente sicura che fossero stati loro, a eliminarlo, passandolo poi come un drammatico incidente... La verità mi ha colpita come uno schiaffo. Ero stata scostante con Miss McCarty, malgrado lei non lo fosse affatto. Dentro di me l'ho ritenuta connivente di un omicidio... Mi sono vergognata, sì, nel sapere la verità. Anche se Scott dice che non hanno fatto abbastanza.
Del resto è sempre stata carente, la sicurezza, su Hall Point. Quante volte sono arrivati a cose ormai fatte, costringendo i clienti a difendersi da soli...

E ora sono qui che aspetto, non lo so. Aspetto un verdetto dai medici che stanno osservando le condizioni di Doc e del suo cervello. Un cervello attraversato da una palla di piombo. Mi chiedo cosa sperino mai di ottenere. A volte i medici sono impossibili. Si credono onnipotenti, con le loro conoscenze e tecnologie...
Io sono qui e prego. Sperando davvero che possano riportarlo tra noi, e pregando che il Signore voglia accoglierlo con sé, se non potranno farlo.

I suoi occhi azzurri ancora ridono, in ogni immagine di lui che ho nella mente. E fa così male...

Alla fine la guerra è riuscita a togliermi qualcuno. Non come Russell, che ancora deve essere vivo da qualche parte. Ossia, può esserlo. Ma mi piace parlarne con sicurezza.
Stavolta no. Stavolta ho visto il suo corpo esanime, chiuso in un sacco scuro.
Dio ne parlo come se sia perduto per sempre. Eppure non è così, Silas mi ha detto che c'è speranza... Vorrei solo che mi dessero una conferma, di questa speranza. O una smentita definitiva, perché non ne posso più.

Mi sono arrivati tanti messaggi, tante condoglianze. Abel no, non l'ho sentito. E non ho idea di dove sia o come rintracciarlo. Come dice Eivor, lui sa dove trovarmi.
Vorrei andare da papà per qualche giorno. Seppellirmi in quel posto lontano da tutto e ricomporre i pezzi. Credo di averne davvero bisogno. Ma non posso proprio lasciare il ranch ora.

Alla fine è arrivata a toccarmi, la maledetta guerra. Con tre anni di ritardo.

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