venerdì 25 maggio 2012

Un altro regalo


Sì, Quinn è tornata.
Non per restare, già mi ha parlato di andarla a trovare su Gào Shì, però è tornata. Non so cosa sia successo, perché Ella fosse preoccupata, quando abbiamo parlato, e perché lei stessa fosse così evasiva nei messaggi. E non gliel'ho chiesto, perché va bene così. Quinn non è una che si apre facilmente. Neppure con me, non lo ha mai fatto. Però era contenta di essere qui, questo lo so per certo.
Credo abbia avuto qualche problema sentimentale, mi ha parlato di qualcuno che ha cambiato il contatto cortex... Non capisco. A volte credo che sia lei stessa a tenerli lontani, gli uomini. Non ne parla mai. E se ne parla è in modo sfuggente. Ma forse è con me che non vuole parlarne, non so.

Io invece ho parlato. Ormai mi viene sempre più facile, da quando l'ho ammesso almeno a me stessa. E loro non potevano non saperlo. Del resto lo sapevano già, entrambe. Volevano solo una mia conferma. Hanno avuto anche quella. Almeno, la conferma di quello che potevo confermare, e che del resto mi si legge ormai temo piuttosto chiaramente in viso. Il resto non so. Il resto è in mano a Dio e al Verse. E se dell'uno mi fido ciecamente, l'altro mi fa paura.

Un chupacabras. Almeno questo ha creduto Sam. Ma questo è assurdo. A ben altro ho pensato io, ma chiamiamolo pure chupacabras, non sarà il nome a cambiarne l'essenza. È un essere immondo e letale, annunciato da un terribile tanfo di morte, temuto dagli animali come la morte stessa e altrettanto pericoloso. Forte, compatto, zanne acuminate e artigli affilati.
E Silence gli si è avventato contro senza un attimo di esitazione, quando gliel'ho chiesto. Ha rischiato la vita senza pensarci un attimo, per Eir, per Me.


È diventato importante per me, Silence, me ne sto rendendo conto solo ora. Sembra quasi non esserci, non è mai una presenza ingombrante, esigente. È lì. Mi segue da lontano, mi osserva, a volte non lo vedo ma so benissimo che c'è, e ormai lo sanno anche tutti gli altri. È questione di attimi, una discussione un po' più tesa e lui si fa avanti, a distanza, gli occhi d'oro allungati che si fissano sulla potenziale minaccia, in silenzio. E questo spesso basta ad abbassare i toni... Un animale un po' più aggressivo? Dal nulla, arriva un ringhio sommesso, è un attimo, e le giuste distanze vengono ripristinate.
Da quando c'è lui davvero mi sembra di avere un'ombra invisibile, un compagno, un angelo custode. Su Greenfield non c'è nulla che possa farmi del male, mi segue ovunque. Persino fino a India è venuto con noi, seguendo la mandria. E senza che glielo abbia nemmeno chiesto.
È stato un bel regalo, Silence.


E Viktor non lo vedo da allora, o quasi. Da quando abbiamo consegnato la mandria, in effetti. Mi chiedo che diamine stia facendo. E non ho nemmeno il coraggio di domandare agli altri se lo hanno visto, se sta lavorando. Ho quasi paura di scoprire che nemmeno loro ne sanno niente. Eppure dovrò decidermi a farlo.
Odio il Verse quando si porta via le persone e non sai nemmeno dove...

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