martedì 4 dicembre 2012
Almost Hell
Ho bevuto.
Mi sono ubriacata. Ho detto a Kayne che non ne avevo intenzione, che non sapevo di non reggerlo fino a quel punto. E in parte è vero. O meglio, ci credevo, quando gliel'ho detto. Non volevo mentirgli.
Ma la verità è che quando ripenso a quel momento... a quando mi sono riempita quel bicchiere... io lo so perché lo stavo facendo. Io volevo... annebbiarmi. Volevo evitare di sentire quel dolore, così... improvviso e forte.
Ma Kayne lo ha capito. Di sicuro lo ha capito, lo so da come mi parlava.
E anche se su quel punto gli ho mentito, ma involontariamente, non mentivo dicendogli che non lo avrei più fatto. Sono stata troppo male il giorno dopo. E poi ha ragione lui. Scappare non serve. E non è quello che ci ha insegnato Nostro Signore. Il dolore resta. È lì, e solo affrontandolo e non avendone paura potrò sconfiggerlo. Vedere che c'è, ma non mi uccide. E che dopo un po' si attenua, scolorisce, e diventa gestibile e forse perfino risolvibile.
Ma per ora non lo è. E riesco a sopportarlo solo allontanandolo dalla mia coscienza. Non pensandoci, pensando ad altro, passando ore e ore davanti a quel maledetto Holodeck, scrivendo e riscrivendo lettere a cui tempo addietro avrei dedicato non più di dieci minuti, esaminando minuziosamente conti, calcoli e dati a cui non ho mai dato la minima attenzione. Sfibrandomi su queste cose inutili. Per non pensare. Forse non è l'alcol. Ma è efficace, socialmente accettabile, e non fa male.
Ma il dolore resta. Sempre lì. E se non sto attenta, se mi distraggo, mi trafigge con pugnalate di una violenza inaudita.
In fondo cosa sono? Due semplici parole Dust Devils. Già. Devils...
Eppure si dicono difensori. Di cosa? Da quando una vita umana ne vale meno di un'altra? In base a quale maledetto criterio? Da quando un bambino del Core vale meno di un bambino cresciuto nel Rim? Da quando una persona imbelle o arrogante merita la morte? Da quando si sono fatti giudici delle vite altrui, sostituendosi all'Unico che potrebbe, che avrebbe potuto, e che scelse di non farlo? Da quando chi ha sempre criticato il modo di agire dei mondi centrali ha preso a comportarsi come loro? A distruggere indiscriminatamente, a colpire l'innocente con il colpevole, o forse nemmeno porsi la domanda sull'innocenza o colpevolezza dei suoi obiettivi.
Dio non riesco a pensarci senza ricominciare a piangere. E stavolta l'alcol non c'entra. Sapevo dell'eversione, della lotta armata, ormai lo sapevo. Ma che proprio loro fossero i Dust Devils... questo no. Questo l'ho saputo da Quinn, anche lei shockata dai fatti di St Andrews. Mio Dio... Eir. Come si vive dopo una cosa del genere? Come si vive dopo aver dichiarato guerra a civili inermi? Dopo aver distrutto e ucciso senza essere sotto il fuoco nemico, raso al suolo obiettivi innocui. Come si vive dopo tutto ciò? Spero solo che il gesto di quella donna, la Darkrei, che ho allontanato dal ranch, non significasse ciò che temo. Non voglio pensarci. Mettere alla luce una creatura in quell'inferno.
E ogni volta che ripenso a tutto questo torno a pensare a Russell. E quel pensiero che ho sempre allontanato da me, con caparbietà, assurdamente... ora sembra quasi accarezzarmi. Morto. Mille e mille volte lo preferirei morto, piuttosto che qui a compiere massacri di innocenti, divorato dall'odio e dalla follia della vendetta, del rancore, nascondendosi dietro ideali palesemente irraggiungibili. In che modo questa follia, il sangue di tutta questa gente, di questi bambini, favorirà la loro causa?
Loro. Ecco che già dà i suoi frutti. Suppongo non quelli sperati. Poco tempo fa avrei esitato a definirla la "loro" causa. Forse è sempre stata un po' la mia. Ma ora? Ora mi fa orrore, una causa perseguita al costo di tante vite innocenti.
A cosa è servito? Forse che ora il Core si ritirerà in buon ordine? Dicendo "Perdonate, abbiamo sbagliato! Non sapevamo quanto ci teneste, togliamo il disturbo, riprendetevi pure ciò che è vostro!" o non inaspriranno i controlli, restringeranno i permessi, accentreranno ancora di più il potere? e tutto con un maggiore sostegno da parte di tanti...
Se l'orrore per quanto successo riesce a far vacillare me, da sempre contraria agli esiti della guerra, oltre che ovviamente alla guerra stessa, cosa farà in coloro che sono da sempre dall'altra parte? Non è così che si costruisce un futuro sereno. Non è così che si rende onore alla sofferenza, al sacrificio e all'abnegazione di tanti, alla memoria dei morti.
Mi sento male, devo smettere di pensarci, ancora una volta.
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Mi sono ubriacata. Ho detto a Kayne che non ne avevo intenzione, che non sapevo di non reggerlo fino a quel punto. E in parte è vero. O meglio, ci credevo, quando gliel'ho detto. Non volevo mentirgli.
Ma la verità è che quando ripenso a quel momento... a quando mi sono riempita quel bicchiere... io lo so perché lo stavo facendo. Io volevo... annebbiarmi. Volevo evitare di sentire quel dolore, così... improvviso e forte.
Ma Kayne lo ha capito. Di sicuro lo ha capito, lo so da come mi parlava.
E anche se su quel punto gli ho mentito, ma involontariamente, non mentivo dicendogli che non lo avrei più fatto. Sono stata troppo male il giorno dopo. E poi ha ragione lui. Scappare non serve. E non è quello che ci ha insegnato Nostro Signore. Il dolore resta. È lì, e solo affrontandolo e non avendone paura potrò sconfiggerlo. Vedere che c'è, ma non mi uccide. E che dopo un po' si attenua, scolorisce, e diventa gestibile e forse perfino risolvibile.
Ma per ora non lo è. E riesco a sopportarlo solo allontanandolo dalla mia coscienza. Non pensandoci, pensando ad altro, passando ore e ore davanti a quel maledetto Holodeck, scrivendo e riscrivendo lettere a cui tempo addietro avrei dedicato non più di dieci minuti, esaminando minuziosamente conti, calcoli e dati a cui non ho mai dato la minima attenzione. Sfibrandomi su queste cose inutili. Per non pensare. Forse non è l'alcol. Ma è efficace, socialmente accettabile, e non fa male.
Ma il dolore resta. Sempre lì. E se non sto attenta, se mi distraggo, mi trafigge con pugnalate di una violenza inaudita.
In fondo cosa sono? Due semplici parole Dust Devils. Già. Devils...
Eppure si dicono difensori. Di cosa? Da quando una vita umana ne vale meno di un'altra? In base a quale maledetto criterio? Da quando un bambino del Core vale meno di un bambino cresciuto nel Rim? Da quando una persona imbelle o arrogante merita la morte? Da quando si sono fatti giudici delle vite altrui, sostituendosi all'Unico che potrebbe, che avrebbe potuto, e che scelse di non farlo? Da quando chi ha sempre criticato il modo di agire dei mondi centrali ha preso a comportarsi come loro? A distruggere indiscriminatamente, a colpire l'innocente con il colpevole, o forse nemmeno porsi la domanda sull'innocenza o colpevolezza dei suoi obiettivi.
Dio non riesco a pensarci senza ricominciare a piangere. E stavolta l'alcol non c'entra. Sapevo dell'eversione, della lotta armata, ormai lo sapevo. Ma che proprio loro fossero i Dust Devils... questo no. Questo l'ho saputo da Quinn, anche lei shockata dai fatti di St Andrews. Mio Dio... Eir. Come si vive dopo una cosa del genere? Come si vive dopo aver dichiarato guerra a civili inermi? Dopo aver distrutto e ucciso senza essere sotto il fuoco nemico, raso al suolo obiettivi innocui. Come si vive dopo tutto ciò? Spero solo che il gesto di quella donna, la Darkrei, che ho allontanato dal ranch, non significasse ciò che temo. Non voglio pensarci. Mettere alla luce una creatura in quell'inferno.
E ogni volta che ripenso a tutto questo torno a pensare a Russell. E quel pensiero che ho sempre allontanato da me, con caparbietà, assurdamente... ora sembra quasi accarezzarmi. Morto. Mille e mille volte lo preferirei morto, piuttosto che qui a compiere massacri di innocenti, divorato dall'odio e dalla follia della vendetta, del rancore, nascondendosi dietro ideali palesemente irraggiungibili. In che modo questa follia, il sangue di tutta questa gente, di questi bambini, favorirà la loro causa?
Loro. Ecco che già dà i suoi frutti. Suppongo non quelli sperati. Poco tempo fa avrei esitato a definirla la "loro" causa. Forse è sempre stata un po' la mia. Ma ora? Ora mi fa orrore, una causa perseguita al costo di tante vite innocenti.
A cosa è servito? Forse che ora il Core si ritirerà in buon ordine? Dicendo "Perdonate, abbiamo sbagliato! Non sapevamo quanto ci teneste, togliamo il disturbo, riprendetevi pure ciò che è vostro!" o non inaspriranno i controlli, restringeranno i permessi, accentreranno ancora di più il potere? e tutto con un maggiore sostegno da parte di tanti...
Se l'orrore per quanto successo riesce a far vacillare me, da sempre contraria agli esiti della guerra, oltre che ovviamente alla guerra stessa, cosa farà in coloro che sono da sempre dall'altra parte? Non è così che si costruisce un futuro sereno. Non è così che si rende onore alla sofferenza, al sacrificio e all'abnegazione di tanti, alla memoria dei morti.
Mi sento male, devo smettere di pensarci, ancora una volta.
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