lunedì 19 novembre 2012
Bullfinch. Bullshit, bullets and blood.
È l'alba, e per una volta mi sono svegliata prima di Kayne. Non che abbia dormito molto, del resto, non dopo quello che ho visto ieri notte.
Siamo ormai su Bullfinch da ieri, e non è stato un arrivo tranquillo. Prima tensioni tra noi, poi con l'equipaggio, e poi ci hanno sparato addosso e... Dio. Era solo un gruppo di sbandati...
Le tensioni non sono difficili da spiegare. Lo stress di una convivenza forzata di giorni tra gente eterogenea in uno spazio eccessivamente limitato porta anche a questo.
Kayne è geloso. Eccessivamente direi. E anche impulsivo. Capace di farmi male senza nemmeno rendersene conto, solo perché pensa che non abbia risposto in modo adeguatamente seccato alle allusioni di uno sconosciuto. Allusioni che peraltro sono certa non sono altro che un'abitudine, un gioco, per JB, senza che vi sia nessun intento dietro. Il che non le rende meno fastidiose, però.
Mi è dispiaciuta la tensione che si è creata ieri. Specialmente perché me ne sento un po' responsabile. Difatti ho iniziato io quel dannato discorso sulla lingua di Black. Ma mi indisponevano le cose che diceva, fin dalla sera precedente. Che diamine vuol dire "Tu ti faresti ammazzare per la tua donna, io non ne avrei bisogno per la mia, perché non se le andrebbe a cercare"? Non ha usato queste parole ma il senso era quello. Vuol dire quindi che secondo lui io mi caccerei nei guai allegramente e da incosciente? E poi tutto il resto, i discorsi stupidi su chi potrebbe andare a letto con chi e scambi di coppia e... Dio che nervoso. Sapevo che a Kayne sarebbero saltati i nervi, era inevitabile. Anzi il suo modo di scherzarci sopra invece di rispondere a tono ha irritato me, che già ero di cattivo umore per le pessime notizie dal ranch...
Mason ha licenziato 100 persone. Cento! E perché? Perché i terreni occupati dai profughi ancora non sono stati liberati, e non può continuare a pagare quegli stipendi a vuoto. Mi chiedo da dove vengano quei 100 lavoranti e da quali terreni li abbiano dirottati... Non mi dispiacerebbe essere più informata, francamente. Dio che voglia di lasciare tutta la gestione e le dannate patate bollenti che mi capitano continuamente a Miss Melissa Mason!
Vorrei tornare a lavorare serenamente, senza pensieri, angosce, sensi di colpa... Sporcarmi le mani, spaccarmi la schiena. Questo so fare e questo mi basta. Senza sentire voci su come mi ritengano debole e inadeguata nella gestione; senza essere costretta a portare avanti scelte che non condivido; senza sentirmi responsabile per la deportazione di un centinaio di profughi, per il licenziamento di un centinaio di lavoranti, per la morte di una poveraccia... Deve essere morta, per forza, anche se Vergil non me lo direbbe mai.
Ancora non riesco a capire. E se quei terreni invece che occupati fossero stati inutilizzabili? Probabilmente quella gente avrebbe perso il lavoro lo stesso...
Bah. Stanca. Ecco. Sono stanca. E su tutto questo le battute di Black e le gelosie ossessive di Kayne proprio non trovavano posto.
Insomma, con i nervi scoperti che avevo già dalla sera prima, ieri anche una cosa stupida come la battuta sulla possibile morte di Kayne mi ha fatto scattare. Probabilmente proprio perché non la ritenevo una cosa così improbabile. Forse loro che hanno sempre imbracciato un'arma, che hanno forse combattuto al fronte, tutti quanti, lo trovano normale, rischiare la vita, e magari anche scherzarci sopra. Io no. Non trovo che sia divertente. Affatto.
Di certo non volevo che la cosa degenerasse come ha fatto. Altre battute idiote, Kayne che scatta, e finisce per dire cose involontariamente offensive per chi non c'entrava nulla. Del resto poi si è scusato anche lui, non voleva essere letterale, né colpire la sua donna. In realtà quello che voleva dire davvero è semplicemente che siamo diversi. E che trattiamo certi argomenti in modo del tutto diverso, tutto qui. Lo ha detto con le parole sbagliate. Avrei voluto scusarmi anche con Vergil. Non mi piace creare tensioni con il suo equipaggio.
E ora? Ora tutto questo, ma proprio tutto, mi sembra senza senso. Ad ogni modo ormai siamo qui. E dovremo tirarci su le maniche e iniziare a organizzare il lavoro. Resteremo per qualche giorno. Sperando che al ranch non succeda niente di grave, nel frattempo...
Quell'agguato, stanotte mentre ci avvicinavamo alle terre ormai nostre... Li ho sentiti, mentre scappavano. Erano poveracci, disperati, affamati e feriti. Ho sentito tutto, come al solito, sulla mia pelle. E quella donna, quel ragazzino... Dio non voglio pensarci, semplicemente non voglio. Non dovremmo essere qui. Non saremmo mai dovuti venire qui. Una nuova pagina che inizia nel sangue.
Ma io, oltre che dirlo a Mason come ho fatto, cosa avrei potuto mai fare? "Sono certo che sapremo farci benvolere anche lì...". Bah. Fa presto a dirlo. A lui interessa solo il tornaconto, e la concorrenza di Fulham. Che peraltro sembra abbia promesso di aggredirci ancora. E stavolta persino più pesantemente del solito... E temo che Kayne abbia pessime intenzioni. Non so. Forse ha ragione lui. E forse sono io che non sono adatta a gestire certe situazioni. Anzi, non lo sono proprio, senza forse.
Basta, vado a dare una mano ai Tannher. Lo preferisco. Almeno questo è qualcosa che so fare.
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Siamo ormai su Bullfinch da ieri, e non è stato un arrivo tranquillo. Prima tensioni tra noi, poi con l'equipaggio, e poi ci hanno sparato addosso e... Dio. Era solo un gruppo di sbandati...
Le tensioni non sono difficili da spiegare. Lo stress di una convivenza forzata di giorni tra gente eterogenea in uno spazio eccessivamente limitato porta anche a questo.
Kayne è geloso. Eccessivamente direi. E anche impulsivo. Capace di farmi male senza nemmeno rendersene conto, solo perché pensa che non abbia risposto in modo adeguatamente seccato alle allusioni di uno sconosciuto. Allusioni che peraltro sono certa non sono altro che un'abitudine, un gioco, per JB, senza che vi sia nessun intento dietro. Il che non le rende meno fastidiose, però.
Mi è dispiaciuta la tensione che si è creata ieri. Specialmente perché me ne sento un po' responsabile. Difatti ho iniziato io quel dannato discorso sulla lingua di Black. Ma mi indisponevano le cose che diceva, fin dalla sera precedente. Che diamine vuol dire "Tu ti faresti ammazzare per la tua donna, io non ne avrei bisogno per la mia, perché non se le andrebbe a cercare"? Non ha usato queste parole ma il senso era quello. Vuol dire quindi che secondo lui io mi caccerei nei guai allegramente e da incosciente? E poi tutto il resto, i discorsi stupidi su chi potrebbe andare a letto con chi e scambi di coppia e... Dio che nervoso. Sapevo che a Kayne sarebbero saltati i nervi, era inevitabile. Anzi il suo modo di scherzarci sopra invece di rispondere a tono ha irritato me, che già ero di cattivo umore per le pessime notizie dal ranch...
Mason ha licenziato 100 persone. Cento! E perché? Perché i terreni occupati dai profughi ancora non sono stati liberati, e non può continuare a pagare quegli stipendi a vuoto. Mi chiedo da dove vengano quei 100 lavoranti e da quali terreni li abbiano dirottati... Non mi dispiacerebbe essere più informata, francamente. Dio che voglia di lasciare tutta la gestione e le dannate patate bollenti che mi capitano continuamente a Miss Melissa Mason!
Vorrei tornare a lavorare serenamente, senza pensieri, angosce, sensi di colpa... Sporcarmi le mani, spaccarmi la schiena. Questo so fare e questo mi basta. Senza sentire voci su come mi ritengano debole e inadeguata nella gestione; senza essere costretta a portare avanti scelte che non condivido; senza sentirmi responsabile per la deportazione di un centinaio di profughi, per il licenziamento di un centinaio di lavoranti, per la morte di una poveraccia... Deve essere morta, per forza, anche se Vergil non me lo direbbe mai.
Ancora non riesco a capire. E se quei terreni invece che occupati fossero stati inutilizzabili? Probabilmente quella gente avrebbe perso il lavoro lo stesso...
Bah. Stanca. Ecco. Sono stanca. E su tutto questo le battute di Black e le gelosie ossessive di Kayne proprio non trovavano posto.
Insomma, con i nervi scoperti che avevo già dalla sera prima, ieri anche una cosa stupida come la battuta sulla possibile morte di Kayne mi ha fatto scattare. Probabilmente proprio perché non la ritenevo una cosa così improbabile. Forse loro che hanno sempre imbracciato un'arma, che hanno forse combattuto al fronte, tutti quanti, lo trovano normale, rischiare la vita, e magari anche scherzarci sopra. Io no. Non trovo che sia divertente. Affatto.
Di certo non volevo che la cosa degenerasse come ha fatto. Altre battute idiote, Kayne che scatta, e finisce per dire cose involontariamente offensive per chi non c'entrava nulla. Del resto poi si è scusato anche lui, non voleva essere letterale, né colpire la sua donna. In realtà quello che voleva dire davvero è semplicemente che siamo diversi. E che trattiamo certi argomenti in modo del tutto diverso, tutto qui. Lo ha detto con le parole sbagliate. Avrei voluto scusarmi anche con Vergil. Non mi piace creare tensioni con il suo equipaggio.
E ora? Ora tutto questo, ma proprio tutto, mi sembra senza senso. Ad ogni modo ormai siamo qui. E dovremo tirarci su le maniche e iniziare a organizzare il lavoro. Resteremo per qualche giorno. Sperando che al ranch non succeda niente di grave, nel frattempo...
Quell'agguato, stanotte mentre ci avvicinavamo alle terre ormai nostre... Li ho sentiti, mentre scappavano. Erano poveracci, disperati, affamati e feriti. Ho sentito tutto, come al solito, sulla mia pelle. E quella donna, quel ragazzino... Dio non voglio pensarci, semplicemente non voglio. Non dovremmo essere qui. Non saremmo mai dovuti venire qui. Una nuova pagina che inizia nel sangue.
Ma io, oltre che dirlo a Mason come ho fatto, cosa avrei potuto mai fare? "Sono certo che sapremo farci benvolere anche lì...". Bah. Fa presto a dirlo. A lui interessa solo il tornaconto, e la concorrenza di Fulham. Che peraltro sembra abbia promesso di aggredirci ancora. E stavolta persino più pesantemente del solito... E temo che Kayne abbia pessime intenzioni. Non so. Forse ha ragione lui. E forse sono io che non sono adatta a gestire certe situazioni. Anzi, non lo sono proprio, senza forse.
Basta, vado a dare una mano ai Tannher. Lo preferisco. Almeno questo è qualcosa che so fare.
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