martedì 13 novembre 2012

Chills

È uno strano periodo. Brutto? Non saprei dirlo. Difficile. Ma non più di tanti altri. Philip è a Capital City, per questioni di salute. Pare che stia meglio, ma che la cosa sia dovuta a quel terreno inquinato che ha intossicato Opal. Non mi ha parlato di danni permanenti tuttavia, e questo è un bene.
La casa è stata messa a fuoco, e ancora non sappiamo da chi, e abbiamo un elenco infinito di probabili attentatori. Stiamo per far deportare un gruppo di profughi su Shijie. Ma del resto abbiamo fatto tutto, ma proprio tutto, il possibile. Inoltre un po' tutti si sentono in diritto di venire in casa mia a offendere i miei amici. Prima Wolfe con Eir, poi Wright con Quinn e Kayne... In realtà di Kayne non ha detto nulla, tranne riferirsi come al solito al suo passato, ma basta il suo atteggiamento, senza contare l'odio che gli sento scorrere dentro. È assurdo.
E Kayne mi evita. Vorrei capire che ha, ma non voglio nemmeno assillarlo di domande, credo che quando sarà pronto a parlarne si farà raggiungere.
Non gli ho neppure detto... Cosa? Cosa posso dirgli? Che penso che una delle mie migliori amiche sia impegnata nella lotta armata? Che credo che l'altra lo abbia sempre saputo senza mai dire niente?
Wolfe ha detto che la Almost Home è implicata in faccende gravi, parlava della loro attività di trasporti quasi come di una copertura. Voleva il mio aiuto per qualcosa, ma quando gli ho detto che Eir è mia amica ci ha ripensato. Ha capito che mi stava mettendo in una situazione difficile e lo ha evitato. Devo dargli atto di essere stato gentile, con me, gli sono stata grata per questo.
Nel pomeriggio, vedere Wright e Carsen, sentirli parlare di Jack, davanti a Quinn, il suo malessere ogni volta, il suo risentimento immotivato verso Eir, le sue frasi smozzicate e interrotte di mesi, Jack che spara agli Alleati nel saloon... Tutto mi ha investito con la forza di un tornado. Jack, la Almost Home, Eir. Non è possibile. Io ancora non voglio crederci, voglio che sia tutto frutto della mia fantasia. Sono solo browncoat, reduci di guerra, gente che non accetta la sconfitta e il Verse come è ora. Del resto faccio fatica anche io ad accettarlo, no?
Eir ucciderebbe, per questo? Me lo chiedo, e la rivedo sferrare un pugno sul viso di Ritter, ringhiare quasi, quando la Adams è venuta al ranch. Rivedo il suo Mauler. Ecco, ho i brividi. Non può essere, Eir.

Appena possibile parlerò con Quinn, ma quanto vorrei che Kayne fosse con me, adesso.

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