domenica 2 settembre 2012

Faraway

Saint Joseph, agosto 2514

Sono a Saint Joseph da giorni, ormai, e a volte mi sembra quasi di non essermene mai andata. Aiuto papà nei campi e con i bambini, canto alle celebrazioni, suono il mio pianoforte, e leggo. Tantissimo, come sempre. Ma dal tech reader che mi ha regalato Quinn, invece che dal vecchio pad di papà. Solo dai malati non lo accompagno. Fortunatamente era così anche prima. Era Russell quello che andava con papà ad assistere i malati, almeno fino a quando non lo lasciammo su Shijie, per quella maledetta guerra... Quindi in questo niente è cambiato, e non desto sospetti. L'unica cosa che è cambiata è che sembro più docile.
Niente pantaloni, insofferenze, lunghe passeggiate da sola nei boschi, cavalcate dopo il tramonto... Niente. Non ne ho più bisogno. Perché so che la mia vita non è qui. Tra pochi giorni ripartiamo e tornerò a Casa. Al mio ranch, dai miei animali, dai miei amici, da Kayne.
Chissà cosa penserebbe sapendo che mio padre ha ricevuto ben due proposte di matrimonio per me. Caleb Jensen e Jonas Riff.

Il primo è un agricoltore, il figlio maggiore di Malachia Jensen. Hanno un pezzo di terra e ben quattro vacche da latte, sono tra i più benestanti, qui. Caleb ha 27 anni e già da tempo avrebbe dovuto prender moglie. I suoi coetanei hanno già almeno due tre figli... ma già prima che partissi aveva dimostrato interesse per me. Era suo padre ad essere contrario, perché ero "strana". Ora che mi vede molto meno strana evidentemente ha accettato la scelta di suo figlio, e ha presentato la sua proposta a mio padre. Se solo sapesse la verità... credo che sarebbe il primo a innalzare la pira.

Jonas Riff invece è un vedovo di 38 anni. Si è stabilito a Saint Joseph negli ultimi mesi, rilevando l'emporio di Mr. Nelson. Difatti non mi aveva mai vista. Non gli piacciono le donne del posto, le trova prive di carattere. Non so perché, ma in me vede qualcosa di diverso. Ho la sensazione che se lui sapesse la verità, invece, se la riderebbe, alle spalle di quei bigotti degli altri abitanti del villaggio.

Ovviamente papà ha rifiutato entrambi, dicendo che sono già promessa nel Border, ma le occhiate impudiche non sono cessate, comunque.
Cielo... "impudiche"... sto ricominciando a parlare come un anno fa.
Eppure tutto è cambiato. Tutto. Ero terrorizzata al pensiero di quello che avrei potuto scoprire dei miei vicini, ora che posso leggergli dentro. E invece no. Aveva ragione papà... Non sono folli carichi di odio e assetati di sangue. Sono... persone ignoranti. Lo so che è incredibile che io lo dica. Ho ancora nella mente le immagini indelebili di quella notte, e a volte devo fare forza su me stessa per non guardarli con orrore. Ma quello che sento in loro sono... buoni sentimenti, sporcati improvvisamente dalla diffidenza e dalla paura.
È questa che bisogna temere, perché improvvisamente la paura fa sì che vedano l'altro come un essere contaminato e pericoloso, da purificare con il fuoco. Lo so perché c'è una ragazza che attualmente guardano in quel modo, evitando persino di avere contatti con la sua famiglia. Devo riuscire a portarla con me... ma come?  Guardano così anche Sarah a tratti, quando non pensa a trattenere la sua esuberanza e i suoi modi Border. Fortunatamente non è qui per restare...

Ho parlato con papà. Ora lui sa. Alla fine ho dovuto dirgli anche della mamma. Non sono riuscita a nasconderglielo, era giusto che lui sapesse. L'ho visto piangere. Era la prima volta, da quando sono nata. Ma gli ho detto anche come secondo me fosse davvero convinta di farmi del bene. Gli ho raccontato di Kayne, di quello che prova per me, senza ombra di possibile dubbio, e del fatto che forse non avrei mai saputo leggere sotto la sua scorza di impassibilità e spavalderia, senza il dono della mamma. Mi ha guardata a lungo in silenzio, poi mi ha abbracciata. Ha capito. L'ho convinto a venire con me su Greenfield, per qualche giorno. Credo che si sia convinto in primo luogo per conoscere Kayne, oltre che per vedere il posto in cui vivo e conoscere i miei amici.

Mi manca da morire, Kayne. Specie da quando il cortex pad ha smesso di funzionare. Pochi giorni di chiamate quotidiane, durante il viaggio, poi più nulla. Spero non si stia preoccupando per me. Sul pad di Sarah non c'è nemmeno uno dei contatti del ranch!
Ma ormai ci siamo. Ancora qualche giorno, poi l'interminabile viaggio di ritorno. Chissà come se la stanno cavando laggiù...

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