sabato 14 luglio 2012

Someone Leaves and Someone Stays

 

Ilias è partito nuovamente, e anche Eir è partita, e Quinn sta per partire. A volte mi sembra di essere l'unico punto fermo di tutto l'Universo, e Dio sa quanto non vorrei.
Vorre andare a CapCity, a parlare con Ritter, vorrei andare a Victory, a riabbracciare papà, a volte vorrei perfino lasciare tutto e andare a cercare Russell, fino ai confini del 'Verse. O anche soltanto andare di pianeta in pianeta, vedere le meraviglie che Nostro Signore ci ha concesso di ricreare, la natura che è sbocciata diversa in ogni luogo, le città, i villaggi, tutti i posti diversi e meravigliosi che ho avuto in parte modo di intravedere quando viaggiavo con i Falcons.

Diamine, ancora a volte mi capita di nominarli per errore. Penso ai Phantom, e scrivo Falcons. Mi è successo giusto oggi con Red. Credo che non me li toglierò mai dalla testa.

Ilias dice che mi porterà un regalo, che mi dirà dov'è che va, ogni volta, "se ti frega qualcosa". Ma come può pensare che non mi interessi? Solo che sono fatta così, non faccio troppe domande su quello che non mi viene detto spontaneamente. E se l'avesse presa male? Se avesse pensato che mi impicciavo di affari che non mi riguardavano? Comunque no che non mi serve un regalo, gliel'ho detto, a me basta che torni. Ma questo non gliel'ho detto.

Eir invece, si è scusata, a suo modo. Per il modo in cui ci siamo lasciate, abbiamo discusso. Le ho detto che a volte gridarsi contro è un modo di dimostrare affetto. Credo che non griderei mai contro qualcuno se di lui non mi importasse nulla. Va a CapCity. Speriamo che riesca nel suo intento, almeno un poco.

Quinn va a Gao Shì. Però farà in modo di evitare Holden. Lo ha lasciato. Per paura che possano fargli del male, che possa morire anche lui. Eppure è assurdo. Anche perché così non gli lascia scelta, e a fargli del male è proprio lei. Eppure quando mi ha detto che l'unica alternativa possibile era cambiare identità... mi sono sentita stringere lo stomaco, e non sono stata più capace di dire niente. Niente. A quanto pare trovo il coraggio di alzare scudi solo quando le cose non mi riguardano direttamente.
Quinn che cambia nome, identità, che deve tagliare ogni contatto. Quinn senza i suoi nonni, e loro senza di lei. Quinn che non c'è più. Perduta per sempre.
Eppure ci penso, a Holden, e non vorrei essere lui per niente al mondo. È già triste perdere chi si ama riconoscendo di non essere amati altrettanto... Perdere qualcuno che sai quanto ti ami, per sua scelta, deve essere intollerabile, la massima ingiustizia che una persona possa subire. Non so se lo sopporterei.

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