sabato 21 aprile 2012

Odio

E quindi è questo che si prova, a essere odiati da qualcuno...

È buffo, pensavo di essermi guadagnata, mio malgrado, l'odio di Mr Ratliff, e quello sarebbe stato almeno giustificato. Invece no, mi ha sorpresa, è stato gentile. Non aveva risposto alle mie scuse solo per una dimenticanza, ma non ce l'ha con me, ha compreso. Invece è un odio ben più pericoloso e folle, quello che mi sono guadagnata. E solo per aver agito secondo giustizia e aver recuperato quel che spettava al mio equipaggio.
Eppure ora, per aver voluto fare i loro interessi, ecco che li ho messi in pericolo, e con loro anche il ranch, e tutti quelli che ci vivono, e chissà quante altre persone. Forse tutte quelle con cui ho rapporti di amicizia, tutte quelle a cui voglio bene.
È assurdo e ingiusto. Ma è così che stanno le cose. E questo mi fa star male.
Senza contare il pericolo fisso a cui ora mi sento esposta, dovunque vada e qualunque cosa faccia.
Ho paura. Paura per me, per gli altri. E non so minimamente cosa fare.

Ieri sera Donna Winter è passata dal ranch. Aveva un appuntamento, mi ha detto, e credo dovesse vedere Jack per un lavoro, a quanto ho capito.
Finalmente ho potuto farle la domanda che mi brucia dentro da troppo tempo, da quando Doc è stato ucciso. E la sua risposta qual è stata? Che non avevo il diritto di muoverle nessuna accusa, perché una sola persona del ranch era andata a fare domande, a cercare la verità, e quella persona non ero io.
Solo Dio sa, e mi è testimone, di quante e quante volte ho pensato di dover andare a farle quella sola e unica domanda. Quante? Ma dovevo portare Doc a Capital City per tentare l'ultima possibilità, e poi organizzare la veglia, e il funerale, e prendere in carico il ranch, con tutto quello che comportava, e continuare a seguire i Falcons, con le difficoltà economiche e tutto il resto... e poi la rapina. Quante volte avrei voluto andare?
E ancora ricordo come fosse ora quel giorno. Quando l'ho vista qui, era venuta a salutare Doc, alla camera ardente.
Uno scambio breve, e quel suo "Ci sarà tempo per le parole", che rispettai, perché era giusto, perché era quello che sentivo, anche se già quella domanda mi bruciava nella gola.
E ora le sue accuse? No, grazie. So per certo di aver fatto tutto quello che dovevo, e nel modo in cui andava fatto.

Non credo di odiarla, no. Ma di certo non riesco ad apprezzarla come persona. E adesso quel suo messaggio cortex... Se crede di farmi sentire in colpa per il fatto che continuo ad avere rapporti commerciali con Hall Point si sbaglia di grosso.
Il lavoro è lavoro, e non sono così stupida da dimenticarlo. Una cosa sono i rapporti interpersonali, altro quelli di lavoro. Le ho risposto che se sarà Hall Point a voler sollevare i Millenium Falcons dall'incarico per via dei rapporti personali tra me e lei non avrò problemi ad accettarlo, ma in caso contrario non vedo motivi per rinunciare a un impegno già preso.

Avrei voluto che mi smentisse, ieri, che mi desse una risposta credibile. Lo avrei voluto davvero. E invece solo accuse e un sussiegoso silenzio, e poi questa "gentile offerta" di farci sollevare dall'incarico di trasporto per la tournée di Miss Li. Ma che persona è, quella donna?

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